Skip to content

I-MUG

21/05/2011

La tazza barocca in fine porcellana “total white”  si arricchisce di un dettaglio fluorescente che la personalizza e la proietta decisamente nel futuro! E’ proposta in differenti colori fluo.

Design Selab

I-mug Seletti

L’azienda Seletti si è sempre contraddistinta per la sua tensione alle soluzioni innovative nell’ambito degli articoli per la casa. Un brand che spicca per personalità, movimento, provocazione e ricerca continua. Frutto di accostamenti insoliti, richiami al mondo dell’arte ed attenzione ai bisogni del quotidiano, i prodotti Seletti entrano nelle case di consumatori attenti al gusto, che amano creare stili di vita personali e divertenti. SELAB è il laboratorio che dal 1988 anima la creatività del marchio Seletti. SELAB dà forma al flusso delle idee, crede nella velocità e nella potenza del lavoro di squadra, nel divertimento creativo. Fondatore e leader di SELAB è Stefano SELETTI che opera insieme alla sorella Miria, al designer Alessandro Zambelli, a Vittorio BONI e lo STUDIO BADINI CreaTeam, avvalendosi talvolta anche della collaborazione di altri progettisti e designer.

sito: http://www.seletti.com/

Alla Rinascente di Milano sotto il Salone del Mobile 2011, erano in vendita sempre della stessa serie, altri oggetti della Seletti, che troveremo prossimamente nei negozi. Vi allego una foto:

Rinascente di Milano- prodotti della Seletti (serie I-mug) foto personale

Paper chandelier

20/05/2011

chandelier paper moooi - studio Job -

Il team di design di Studio Job ha creato questo meraviglioso lampadario decisamente eco-friendly per l’azienda olandese Moooi, di cui l’art director è Marcel Wanders. Frutto dell’inventiva del designer è abilmente fatto di legno e cartone compresso; la finitura è con laccatura in poliuretano su carta. E’ un modo del designer di reinterpretare la tradizionale cartapesta.

Vi ha mai colpito l’idea di arredi di carta? Il cartone e la cartapesta sono a noi tutti familiari. Ci portano indietro all’asilo e alle nostre prime esperienze di creare oggetti ispirati alle icone classiche ma fabbricate come gli arredi contemporanei. Questa collezione di mobili è un’ode allo stile classico e alla materia.”

Nel formato XXL è un vero capovalavoro!….L’ho visto di persona, presso lo show-room di Lensvelt – Droog al Fuori salone del Mobile di Milano 2011.

Paper Chandelier XXL moooi - studio Job -

Materiale: legno e cartone, rifinito con laccatura poliuretanica su carta (PU)

Colore: bianco

Dimensioni: Paper Chandelier L: 101,5x90cm

Paper Chandelier XXL: 275x225cm Paper Chandelier è parte del Lighting Collection Moooi

DESIGN
Studio Job, 2005

Progetto
Philips Consumer Lifestyle at IFA 2008

FOTOGRAFO: MAARTEN VAN HOUTEN Maarten Van HOUTEN

sito: http://www.moooi.com/

Paper Chandelier XXL moooi - studio Job -


Bello in olandese, anche se con l’aggiunta di una “o”! Un’azienda inventata da Marcel Wanders, spirito eclettico. Un architetto altamente creativo, che quando progetta si diverte e ci diverte!

La collezione Moooi, è proprietà, per metà, di B&B Italia, il suo mondo è divertente e dissacrante, sfrontato e romantico.

SYMBIOSIS – textile design –

19/05/2011

Pezzi unici d’arredamento rivestiti con stoffe dipinte a mano con una tecnica personalizzata; il tessuto spalmato dalla consistenza spessa al tatto ricorda pelli pregiate e di aspetto vissuto, evocativo di ruvidezza e screpolatura. (tratto da intervista per Kult 2007 Talenttalk)…un tessuto congeniale  a riportare a nuova vita sedie, poltrone, divani e mobili di recupero trovati nei mercatini dell’antiquariato o portati dal cliente!E poi la decorazione… e i pensieri che si fissano su schienali, sedute e cuscini creando pezzi unici e inimitabili….come se ogni oggetto avesse una sua anima e per ognuno bisognasse studiare l’abito più adatto. (tratto da Brava casa 2007 di Lucia Pisciotti)

SYMBIOSIS: Draga Obradovic e Aurel K. Basedow

Draga Obradovic nasce in Serbia e si trasferisce a vent’anni a Firenze dove si laurea all’Accademia delle belle Arti. Affina negli anni una sua tecnica di pittura direttamente su tessuto che le permette di creare una collezione dal design unico, dove colore, motivo e materia si incontrano dando vita a una commistione armonica tra passato e contemporaneità dagli effetti sorprendenti, senza tralasciare caratteristiche prettamente tecniche come resistenza e impermeabilità.L’impiego di questo processo trova la sua collocazione naturale nell’arredamento. Nel 2006 crea la sua prima collezione di pezzi unici d’arredo utilizzando mobili di recupero di diverse epoche e stili: un gioco dagli abbinamenti infiniti.

I pezzi possono essere combinati tra loro in base al gusto e alle esigenze dei diversi ambienti dove stile e periodi differenti trovano armonia attraverso l’unicità del tessuto.Nel 2007 nasce la collaborazione con Aurel K. Basedow, suo compagno, artista tedesco, la passione per l’arte contemporanea e l’affinità artistica li conduce ad un comune percorso di ricerca.

Con l’applicazione di resina e pigmenti, gli oggetti che tratta: muri, pareti, mobili, pezzi di design, subiscono trasformazioni inaspettate e diventano dei pezzi unici che insieme agli arredi rivestiti dai tessuti di Draga creano un connubio affascinante e stilisticamente riuscito.

Photos: studio Aleph, Enrico Cano, Piero Gemelli

Sito: http://www.dragaobradovic.com/

GRAND COEUR / BIG HEART / GRANDE CUORE

18/05/2011

Grand Coeur Etienne Meneau

…Lei e` la fata
L’acqua di lunga vita
E la voglio bere, bere, bere
Mentre il mondo intorno scompare

E mi sento di vetro
Trasparente come il mare
Perche` ho un cuore di vetro, vetro
Tutto mi puo` tentare

Giura! Che e` vero
Fa che tutto sia fuori e dentro di me, davvero
Fa che tutto sia fuori e dentro di me …..


….Io lo voglio bere, bere, bere
Mentre il mondo intorno scompare

E mi sento di vetro
Trasparente in fondo al mare
Perche` ho un cuore di vetro, vetro
Tutto mi puo` tentare …..

(Cuore di Vetro Liftiba)

 

Grand Coeur Etienne Meneau

Come un cuore di vetro, pronto a frantumarsi, ma anche trasparente per lasciar intravedere le varie tonalità affettive della vita, o pronto a riflettere, come in un prisma, sfaccettate le forme, i colori, le linee e i suoni dell’esistenza…….

Scultore e designer, Etienne Meneau, ha realizzato una serie di decanters per vino, limitata ad otto pezzi ciascuno, e che comprendono sei-sette varianti differenti.

Grand Coeur Etienne Meneau

Dalla piccola riproduzione di un cuore, contenente 20 cl., alle soluzioni a caraffa che contengono la classica bottiglia da 75 cl. Edizioni limitate, ovviamente…
Innaffiati di vino rosso, si materializzano nel loro splendore!

Grand Coeur Etienne Meneau

“Sono pittore, scultore, fotografo … vivo a Bordeaux …
Il mio lavoro ruota intorno alla geometria e alla natura, mi piace dare maggior corpo a forme organiche … è per questo che mi interessa la vita vegetale… Si tratta di un puro vivere geometria e algebra (per esempio la caraffa N ° 6 si ispira ad un ramo di fico) …
Qualcuno dice del Decanter N °4: “la forma lascia la funzione nella polvere” … è una buona definizione del mio “lavoro” di design; tutti gli oggetti utili sono già stati realizzati … chi ha bisogno di una nuova sedia? nessuno! … chi ha bisogno di sognare una nuova sedia? Tutti ! (Etienne Meneau)

Carafe N°6 Etienne Meneau

Sito: http://the-strange-decanter.blogspot.com/

Carafe N°6 Etienne Meneau

Carafe N°5 Etienne Meneau

Design scenografico

17/05/2011

Pezzi da collezione, che trasmettono sensazioni, vere esperienze visive; ricercatezza nel particolare, creazioni con una loro precisa identità e personalità…

Bistro light - Hammerstroem Design-

Hammerstroem Design, ha partecipato a mostre, ha pubblicato opere. Bellezza estetica e fascino contraddistinguono il lavoro di questa azienda.

L’approccio scultoreo è chiaramente visibile nelle loro opere,

collezioni che viaggiano tra la scultura e lo stile e che possono essere annoverate nel textile design.

Wrinkle

Wrinkle - Hammerstroem Design-

‘Rughe’ è una linea di sedute sviluppata da hammerstroem design Ditta danese. La raccolta  è dotata di due sedili a due posti con la stessa struttura semplice e tappezzeria decorata con “rughe”. Il tessuto è allungato sopra il centro del pezzo e poi fatto apparire come se fosse legato alle gambe; ogni divano ha uno stile leggermente diverso, ma entrambi sono ugualmente esaltanti.

Wrinkle - Hammerstroem Design -

Bistro Light

Sedia imbottita Edizione Limitata.

Prodotto da Møbler Thorsen.

Bistrolight - Hammerstroem Design -

Esposta in varie gallerie e musei nel mondo.

Soft Structure

Un divano costituito da strisce di schiuma.

Soft Structure - Hammerstroem Design -

Finanziato da:
OAK Foundation Danimarca, la Danmarks Nationalbank’s Foundation anniversario del 1968, il signor Fondo Foght LF.

Schiuma sponsorizzato da:
Brampton Plastics Industry Inc.

Soft Structure - Hammerstroem Design -

Sofa Set Sofastykke

Un’opera d’arte: mobile, creato dall’assemblaggio di più pezzi. Premiato dalla Fondazione danese Arte, 2004.

Premiato dalla Fondazione Nazionale delle Arti, 2004.

Realizzato da Erik Jorgensen.

Sofastykke - Hammerstroem Design -

http://www.hammerstroem.dk

VOLA

16/05/2011

Vola Isao Hosoe

La razionalità colpisce la mente, i valori e le emozioni vere invece colpiscono il cuore. E’ efficace emozionare, colpire al cuore, se si è capaci di lasciare il segno e far ricordare un oggetto di design….beh è il massimo!

Vola è un nome e un fatto, un oggetto e anche l’evento che lo anima.

Quando il corpo della lampada si accende, l’energia emanata attiva due molle di memory metal  che, dilatandosi, alzano, mediante dei tensori, le due ali fino alla posizione di volo planare. La luce viene così più ampiamente diffusa, e le ali restano in posizione fino a che la luce resta accesa.

Appena si spegne, subito, ma lentamente, le ali si abbassano e tornano alla posizione raccolta: l’uccello dorme e attende che un caldo e morbido lampo lo rimetta in volo.

E’ il primo esemplare di una nuova specie. Ed è la prima volta che il design comportamentale produce un oggetto che ha, con un proprio autonomo movimento fisico, un comportamento.

Design: Isao Hosoe with Peter Solomon

Produzione: Luxit S.r.l., Italy, 2000

Materiali:  vetro soffiato acidato, metallo cromato, policarbonato, memory metal

Foto: Facchinetti Forlani

Vola Isao Hosoe

Isao Hosoe nasce a Tokyo nel 1942. Si laurea in Ingegneria Aerospaziale  Dal 1967 vive a Milano.
Ha collaborato con l’Arch. Alberto Rosselli. Membro dell’A.D.I. (Associazione Italiana Disegno Industriale), del S.I.E. (Società Italiana di Ergonomia), del Japan Design Committee e del Japan Inter-Design Forum. E’ stato docente di Industrial Design al Politecnico di Milano e all’Università degli Studi di Roma, La Sapienza. Ha insegnato in diversi istituti.

Fra i premi ricevuti ci sono: Compassi d’Oro;  Premi Smau;  Medaglia d’Oro alla Triennale di Milano;  Forum Design Milano; Good Design Award al Chicago Athenaeum…e altri ancora.

 http://www.isaohosoedesign.com/

 

 

“Lo strano caso del Tiramisù”…

15/05/2011

“Non tutti possono diventare dei grandi artisti ma un grande artista può celarsi in chiunque” (RATATOUILLE)


E’ un dessert immediato, avvolgente e vellutato, con un giusto equilibrio ottenuto dalla dolcezza del mascarpone, l’amarezza del cacao, e dalla consistenza del pavesino leggermente tuffato in una bagna di caffè e alchermes…

Degustare questo dolce è come viaggiare nei ricordi di bambino, nella forma cremosa del mascarpone…… è la madeleine di Proust, ovvero quel gusto semplice ma antico, pieno di ricordi e carico di aspettative: davanti al Tiramisù siamo come dei bambini di fronte ad un negozio di cioccolata, affascinati e sconvolti da tanta bellezza…..

Abbandonate i sensi di colpa e preparatevi a soddisfare ogni dolce tentazione! Che male c’è a preparare e gustare un dolce dessert che vi rallegrera’ la giornata?….

Si può realizzare in tantissimi gusti, io continuo a preferire il classico al cioccolato amaro, ma d’estate lo preparo alle fragole o con la granella di nocciole tostate….molto buono, ve lo consiglio!

Ingredienti: (circa 8-10 persone)

500 gr. di mascarpone (io usavo Optimus,  ma visto che è difficile trovarlo, sono approdata al Granarolo); 1 pacco e 1/2 di pavesini formato famiglia; 5 cucchiai di zucchero; 3 chiare montate a neve; caffè (1 tazza, circa); alchermes; polvere di cacao amara.

Preparare l’impasto unendo i rossi d’uovo con lo zucchero, lavorate bene con la frusta, preparate il caffè, in modo che si freddi. Infine montate a neve la chiare e alla fine aggiungete 1 cucchiaino di zucchero per non farle smontare. Prendete una ciotola e mettete il mascarpone, lavoratelo con l’impasto preparato precedentemente, e aggiungete le chiare montate a neve unendole dal basso in alto senza girare (per evitare che si smontino).

A questo punto sarete pronti per fare il tiramisù: sul tavolo aprite i pacchetti dei pavesini e in una ciotola preparate la bagna: metà caffè e metà alchermes. Prendete una teglia per circa otto dieci porzioni e iniziate a riempirla con i pavesini precedentemente bagnati, velocemente, nella bagna. Ponete il primo strato con i pavesini messi in modo parallelo e contemporaneamente mettete i pavesini messi di costa sul bordo; procedete con il secondo strato disponendo i biscotti in modo perpendicolare al primo. Alla fine di ogni strato mettete una giusta dose d’impasto a base di mascarpone e sullo strato finale spolverate di cacao amaro.

Per eseguire il tiramisù con la granella di nocciole, dovete sostituire l’alchermes con un liquore di nocciole (sempre unito al caffè) e il cacao amaro con la granella di nocciole.

Per eseguire il tiramisù con le fragole, dovete preparare in anticipo le fragole condite con il maraschino e lo zucchero in modo che si macerino. Quindi la bagna sarà costituita dal sugo delle fragole (maraschino e zucchero); il cacao amaro verrà sostituito dalle fragole, che saranno anche inserite nel primo strato sopra al mascarpone.

Spero di avervi allietato la giornata! Buon dolce a tutti!…e vi lascio con Marcel Proust:

Una sera d’inverno, appena rincasato, mia madre accorgendosi che avevo freddo, mi propose di prendere, contro la mia abitudine, un po’ di tè. Dapprima rifiutai, poi, non so perché, mutai parere. Mandò a prendere uno di quei dolci corti e paffuti, chiamati maddalene, che sembrano lo stampo della valva scanalata di una conchiglia di San Giacomo. E poco dopo, sentendomi triste per la giornata cupa e la prospettiva di un domani doloroso, portai macchinalmente alle labbra un cucchiaino del tè nel quale avevo lasciato inzuppare un pezzetto della maddalena. Ma appena la sorsata mescolata alle briciole del pasticcino toccò il mio palato, trasalii, attento al fenomeno straordinario che si svolgeva in me. Un delizioso piacere m’aveva invaso, isolato, senza nozione di causa. E subito, m’aveva reso indifferenti le vicessitudini, inoffensivi i rovesci, illusoria la brevità della vita…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale. Da dove m’era potuta venire quella gioia violenta ? Sentivo che era connessa col gusto del tè e della maddalena. Ma lo superava infinitamente, non doveva essere della stessa natura. Da dove veniva ? Che senso aveva ? Dove fermarla ? Bevo una seconda sorsata, non ci trovo più nulla della prima, una terza che mi porta ancor meno della seconda. E tempo di smettere, la virtù della bevanda sembra diminuire. E’ chiaro che la verità che cerco non è in essa, ma in me. E’ stata lei a risvegliarla, ma non la conosce, e non può far altro che ripetere indefinitivamente, con la forza sempre crescente, quella medesima testimonianza che non so interpretare e che vorrei almeno essere in grado di richiederle e ritrovare intatta, a mia disposizione ( e proprio ora ), per uno schiarimento decisivo. Depongo la tazza e mi volgo al mio spirito. Tocca a lui trovare la verità…retrocedo mentalmente all’istante in cui ho preso la prima cucchiaiata di tè. Ritrovo il medesimo stato, senza alcuna nuova chiarezza. Chiedo al mio spirito uno sforzo di più…ma mi accorgo della fatica del mio spirito che non riesce; allora lo obbligo a prendersi quella distrazione che gli rifiutavo, a pensare ad altro, a rimettersi in forze prima di un supremo tentativo. Poi, per la seconda volta, fatto il vuoto davanti a lui, gli rimetto innanzi il sapore ancora recente di quella prima sorsata e sento in me il trasalimento di qualcosa che si sposta, che vorrebbe salire, che si è disormeggiato da una grande profondità; non so cosa sia, ma sale, lentamente; avverto la resistenza e odo il rumore degli spazi percorsi…All’improvviso il ricordo è davanti a me. Il gusto era quello del pezzetto di maddalena che a Combray, la domenica mattina, quando andavo a darle il buongiorno in camera sua, zia Leonia mi offriva dopo averlo inzuppato nel suo infuso di tè o di tiglio….”

(Marcel Proust, Dalla parte di Swann)